
Patriota risorgimentale, parlamentare e giurista (1780-1864)
Nazario Colaneri nacque a Trivento l’11 aprile 1780 da Luigi e Angela Maria Pepe di Civitacampomarano, e pertanto cugino del generale Gabriele Pepe. Studiò presso il Seminario di Trivento per poi trasferirsi a Napoli e completare gli studi e laurearsi in legge. Morì a Casalnuovo di Napoli il 22 novembre 1864.
Abitazione di famiglia
Piazza Cattedrale? – La collocazione esatta della casa natale di Nazario Colaneri rimane oggetto di ricerca, ma si ipotizza fosse situata in prossimità della Cattedrale di Trivento.
Vita
I moti di fine ‘700 lo videro simpatizzare per la causa dei giacobini e durante il periodo francese si iscrisse alla massoneria, nella Riunione dei veri amici fondata nel 1811 a Campobasso insieme a tanti intellettuali quali Berardino Musenga. Alle elezioni del 1820 fu uno dei 4 deputati della Provincia di Molise (che allora contava 304.000 abitanti) insieme a Gabriele Pepe di Civitacampomarano, Luigi Galanti di Santa Croce del Sannio e Amodio Riccardi di Palata, supplente Giuseppe Nicola Rossi di Bagnoli; fu scelto come segretario del Parlamento per la sua capacità e laboriosità. Non mancò nelle occasioni che gli si presentarono di rappresentare coraggiosamente le condizioni e gli interessi della Provincia del Molise. A seguito dei rivolgimenti politici nel 1821 riuscì a scampare all’arresto grazie al concittadino Fulvio Quici che lo fece uscire dalle mura di Napoli travestito da guardia borbonica; andò in esilio a Firenze, fino al 1832 insieme a tanti patrioti tra cui Giuseppe Poerio, Gino Capponi e Pietro Colletta, che lo nominò suo esecutore testamentario. Frequentò il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, insieme ad altri esuli tra cui Giacomo Leopardi. “Viso aperto, modi schietti, uomo di probità”, così lo definì il Tommaseo.
Nel 1832 tornò a Napoli, lavorò al Ministero di Grazia e Giustizia. Nel 1848 venne rieletto ma, essendo capo dipartimento, risultò ineleggibile.
Fu collocato al riposo nel 1860 oramai ottuagenario con il grado e lo stipendio di Giudice della Gran Corte.
Opere
Nel 1858 pubblico la traduzione in due volumi della Filosofia del diritto del francese W. Belime.
Scrisse due manifesti: A’popoli del Sannio e Poche parole.