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Giuseppe Maria Berardinelli

Un intellettuale triventino tra teologia, filosofia e impegno civile (1814-1901)

Era nato il 6 ottobre 1814 da Nicolangelo e Maria Lucia Iocca. Fin dalla tenera età apprese i primi elementi del sapere, per poi proseguire gli studi, nella città di Trivento, insieme al fratello Pasquale, frequentando le classi ginnasiali e liceali nel Seminario Diocesano, che allora annoverava una schiera eletta di gioventù e di menti brillanti. Morì a Trivento il 31 maggio 1901, luogo dove svolse il suo ministero, lasciando un’eredità culturale assai significativa.

Abitazione di famiglia

Via San Nicola – La dimora storica dei Berardinelli era situata in questa via nel centro storico di Trivento, città a cui Giuseppe Maria rimase profondamente legato per tutta la vita e dove svolse il suo ministero fino alla morte.

Vita

Canonico, teologo e filosofo, fu un intellettuale di spicco della seconda metà del XIX secolo, autore fecondo di opere a carattere teologico, filosofico, politico e giuridico, quindi a tema non solo religioso, in una società che, proprio in quell’epoca, subiva profondi cambiamenti. Fu stimato e onorato professore di Filosofia e Teologia e di Diritto presso il Sacro Seminario Vescovile, nonché socio dell’Accademia Pontificia di Religione Cattolica. Ottenne il titolo onorifico di Prelato domestico di Sua Santità. Tra i suoi discenti si annovera il Prof. Antonio Cardarelli che, eletto deputato, tornò a Trivento il 6 novembre 1885 per rivedere il Seminario, luogo dove aveva studiato, e per ringraziare il popolo per i suffragi ricevuti. Dopo la visita al Vescovo, Mons. Luigi Agazio, il Prof. Cardarelli volle andare a trovare i suoi antichi Maestri: l’arcidiacono Domenico Ciafardini e i fratelli canonici Giuseppe Maria e Pasquale Berardinelli, per i quali ebbe parole di sommo rispetto.

Opere

Tra le sue opere di maggiore importanza spiccano:

  • Cenni storici sulla Chiesa Vescovile di Trivento” – 1843;
  • Il Ministero e le Camere italiane al cospetto di S. Pietro – ovvero- le ragioni e i torti del Governo e della Chiesa” – 1863;
  • L’Orfana abbandonata alla Provvidenza – ovvero – il pianto dell’Orfana al Ministro Italiano” – 1863 – una supplica rivolta al generale Lamarmora affinché patrocini, nella ripartizione dei beni ecclesiastici, patrimonio delle chiese povere e incamerati dallo Stato, la restituzione ad esse; tra queste ultime la Chiesa di Trivento viene segnalata come poverissima (“La mia forza si è indebolita nella povertà: ma ho sperato in te. Ho detto: le mie sorti sono nelle tue mani”);
  • Pensieri sociali a cagione del tentativo anarchico della terra di Salcito contro la città di Trivento pel trasferimento della Giudicatura” – 1865 – opera in cui viene trattato un conflitto locale, che ebbe implicazioni sociali e politiche, dimostrazione del forte impegno profuso nel sostenere l’identità e l’autorità della città natale, Trivento;
  • I governi e i popoli al cospetto del diritto universale”, dove si analizzano i principi del diritto universale e le implicazioni dei governi sui popoli;
  • I problemi religiosi e politici nella società moderna – omaggio – al giubileo pontificale di PIO IX” – 1871 – in cui si affrontano questioni filosofiche legate al diritto universale e alla convivenza tra nazioni e popoli;
  • Riflessioni e giudizi sul Magnetismo Animale” – 1873 – testo nel quale, pur mostrandosi scettico riguardo alle spiegazioni mistiche del magnetismo animale, Giuseppe Maria Berardinelli non lo respinge completamente e considera interessante studiare il fenomeno da un punto di vista scientifico e fisiologico, suggerendo che possa avere una base reale e sostenendo la necessità di liberarlo da ogni componente superstiziosa o pseudoscientifica;
  • Lezioni morali tratte dai proverbi di Salomone” – 1880;
  • “Scritti apologetici e polemici intorno alla religione e alla civiltà” – 1888.

Scrisse, inoltre, i Panegirici a Maria Santissima e ai santi e molti altri Elogi, con riflessioni devozionali e agiografiche su figure sacre; una raccolta che dimostra la sua devozione e la sua visione religiosa nei confronti del ruolo dei santi. Per questo suo lavoro venne interpellato dal Papa Pio IX sul dogma dell’Immacolata.

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