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Giosuè Scarano

Medico, filosofo e botanico dell’Illuminismo (1774-1845)

Nacque a Trivento il primo gennaio 1774 da Ermogene e Cesarea Mastroiacovo. Studìò con gli zii sacerdoti e poi studiò a Napoli. Abbiamo pochissime informazioni sulla vita di Scarano. Luigi Alberto Trotta, in Della vita e delle opere di Domenico Trotta e de’ suoi tempi nella Provincia di Molise (1879), riferisce che

lo Scarano visse modesta e sconosciuta vita: fece il medico e il maestro di filosofia e matematica nel seminario triventino. 

Cognato di Fulvio Quici. Morì a Trivento il 6 marzo 1845 all’età di 71 anni.

Abitazione di famiglia

Non si hanno informazioni precise sulla collocazione della casa natale di Giosuè Scarano a Trivento.


Vita

Giosuè Scarano è stato un medico, filosofo, matematico e appassionato studioso di botanica molisano; è stato il primo studioso ad indagare approfonditamente sul campo e con metodo scientifico la flora della vallata del Trigno, del basso Molise e dell’area del Matese. Egli aveva stretti e assidui contatti con la comunità scientifica napoletana. Nel 1812 fu nominato tra i primi corrispondenti del Real Orto Botanico di Napoli a cui inviò con regolarità numerose specie individuate sul campo. Fu maestro, amico e corrispondente per l’area del Sannio del grande botanico napoletano, di origini abruzzesi, Michele Tenore, punto di riferimento della botanica classica e autore della monumentale Flora Napolitana, capolavoro assoluto della materia ed in cui lo stesso Scarano è più volte citato. A lui è dedicata una specie, la Peverina di Scarano (Cerastium scarani Ten.), scoperta dal botanico triventino sui monti del Matese. Il Tenore a tal proposito dice: 

“Nasce ne’ monti di Abruzzo e del Sannio; fiorisce in luglio. Perenne. L’ho intitolata all’ottimo amico de’ miei primi anni sig. Giosuè Scarano da Trivento, cui debbo l’avermi ispirato il primo sentimento per lo studio della botanica, e che nominato tra i primi corrispondenti al Real Orto Botanico nel 1812, contribuì efficacemente a raccogliere le piante di quella provincia, e specialmente quelle del Matese, tra le quali per la prima volta fu compreso questo bellissimo Cerastio”. 

(M. Tenore, Flora Napolitana, vol. IV p. 238. Napoli, stamperia francese, 1830)

Giosuè Scarano fu uno studioso di grande cultura, un Illuminista, che ha contribuito alla conoscenza scientifica del nostro territorio.


Opere

Nel 1811 scrisse il Rapporto di Botaniche peregrinazioni (Giorn. Encicl. di Napoli, t. 3: 170) e nello stesso anno pubblicò il lavoro Flora del circondario di Trivento, primo fondamentale contributo scientifico alla conoscenza della flora di Trivento.
L’anno successivo, nel 1812 scrisse un altro studio estremamente interessante sulla flora del territorio della Valle del Trigno dal titolo “Continuazione dei lavori botanici eseguiti nelle campagne di Trivento, e nel resto del suo circondario; e di quelli fatti nei circondarj di Montefalcone e Palata (Giornale Enciclopedico di Napoli, Tomo IV, Anno 1812. Nella stamperia di Michele Migliaccio).
Nella sua opera Scarano descrisse e classificò, per la prima volta, numerose specie presenti nell’area di Trivento, Roccavivara, Montefalcone, Castelmauro, Palata, San Felice e altri comuni molisani della Valle del Trigno. Di particolare interesse è la classificazione delle specie presenti nel lago di Montefalcone del Sannio, uno dei pochi laghi naturali del nostro territorio.
Michele Tenore, nell’elogiare il botanico di Trivento, afferma nei suoi scritti che fu l’amico Scarano ad avergli ispirato “il primo sentimento per lo studio della botanica“.
Sempre nella sua Flora Napolitana, a proposito della Ginestra dei tintori (subs ovata), il Tenore riferisce che 

nasce nelle colline della Provincia di Molise a Campobasso, a Trivento, dove mi fu inviata dal mio ottimo amico ed oculatissimo botanico il sig. D. Giosuè Scarano; fiorisce in maggio; è perenne.


Notizie molto precise circa l’opera di classificazione operata da Scarano ci vengono fornite dal botanico Armando Villani, altro importantissimo studioso che nel 1908, un secolo dopo, riprese e ampliò le ricerche compiute da Scarano e le pubblicò nel volume, estremamente interessante, “Escursioni botaniche a Termoli e Trivento“.
Armando Villani pubblicò in vari volumi, numerosi studi di fondamentale importanza per lo studio della botanica molisana e noti come “Contributo alla Flora campobassana” in cui tesse le lodi del grande precursore Scarano.
Villani ci racconta che

Dai primi giorni di marzo a tutto il mese di maggio del 1812 Scarano continuò le erborazioni nei tenimenti di Trivento incominciate nel precedente anno. Fece poi alcune peregrinazioni botaniche a Salcito, Bagnoli, Pietracupa, Fossaceca (ora Fossalto), S. Biase, ed in ultimo estese le sue erborazioni sulla Montagna di Montefalcone e di Castelluccio e nelle valli sottoposte. Visitò ancora il lago di Montefalcone, le campagne di Roccavivara e di Castelluccio Acquabottara (ora Castelmauro), il bosco di Montefalcone, le campagne di Montemitro ed il bosco denominato Roccile, e negli ultimi giorni percorse diverse località spettanti ai comuni di S. Felice, Ripalta (ora Mafalda), Palata e Tavenna.

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