
Medico, filosofo e botanico dell’Illuminismo (1774-1845)
lo Scarano visse modesta e sconosciuta vita: fece il medico e il maestro di filosofia e matematica nel seminario triventino.
Cognato di Fulvio Quici. Morì a Trivento il 6 marzo 1845 all’età di 71 anni.
“Nasce ne’ monti di Abruzzo e del Sannio; fiorisce in luglio. Perenne. L’ho intitolata all’ottimo amico de’ miei primi anni sig. Giosuè Scarano da Trivento, cui debbo l’avermi ispirato il primo sentimento per lo studio della botanica, e che nominato tra i primi corrispondenti al Real Orto Botanico nel 1812, contribuì efficacemente a raccogliere le piante di quella provincia, e specialmente quelle del Matese, tra le quali per la prima volta fu compreso questo bellissimo Cerastio”.
(M. Tenore, Flora Napolitana, vol. IV p. 238. Napoli, stamperia francese, 1830)
Giosuè Scarano fu uno studioso di grande cultura, un Illuminista, che ha contribuito alla conoscenza scientifica del nostro territorio.
nasce nelle colline della Provincia di Molise a Campobasso, a Trivento, dove mi fu inviata dal mio ottimo amico ed oculatissimo botanico il sig. D. Giosuè Scarano; fiorisce in maggio; è perenne.
Notizie molto precise circa l’opera di classificazione operata da Scarano ci vengono fornite dal botanico Armando Villani, altro importantissimo studioso che nel 1908, un secolo dopo, riprese e ampliò le ricerche compiute da Scarano e le pubblicò nel volume, estremamente interessante, “Escursioni botaniche a Termoli e Trivento“.
Armando Villani pubblicò in vari volumi, numerosi studi di fondamentale importanza per lo studio della botanica molisana e noti come “Contributo alla Flora campobassana” in cui tesse le lodi del grande precursore Scarano.
Villani ci racconta che
Dai primi giorni di marzo a tutto il mese di maggio del 1812 Scarano continuò le erborazioni nei tenimenti di Trivento incominciate nel precedente anno. Fece poi alcune peregrinazioni botaniche a Salcito, Bagnoli, Pietracupa, Fossaceca (ora Fossalto), S. Biase, ed in ultimo estese le sue erborazioni sulla Montagna di Montefalcone e di Castelluccio e nelle valli sottoposte. Visitò ancora il lago di Montefalcone, le campagne di Roccavivara e di Castelluccio Acquabottara (ora Castelmauro), il bosco di Montefalcone, le campagne di Montemitro ed il bosco denominato Roccile, e negli ultimi giorni percorse diverse località spettanti ai comuni di S. Felice, Ripalta (ora Mafalda), Palata e Tavenna.